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	<title>Late For The Sky &#187; Hayes Carll</title>
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	<description>Il blog della Vinyl Legacy Association</description>
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		<title>HAYES CARLL &#8211; Lovers And Leavers</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 21:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ronald Stancanelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rock'n'Pop]]></category>
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HAYES CARLL
Lovers And Leavers
HWY 87 Records   Distrib da IRD 2016
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lateforthesky.org/wp-content/uploads/2016/07/HAYES-CARLL-403.jpg"><img src="http://www.lateforthesky.org/wp-content/uploads/2016/07/HAYES-CARLL-403-300x253.jpg" alt="HAYES CARLL [403]" title="HAYES CARLL [403]" width="300" height="253" class="aligncenter size-medium wp-image-4480" /></a></p>
<p>HAYES CARLL<br />
Lovers And Leavers<br />
HWY 87 Records   Distrib da IRD 2016</p>
<p>Il fatto che sia prodotto da Joe Henry è non solo una garanzia ma anche motivo di interesse per approssimarsi a Hayes Carll, se poi amate Townes Van Zandt, Guy Clark, Steve Earle, Steve Young, Butch Hancock, Joe Ely, Waylon Jenning e compagnia bella  allora siete dalla parte giusta della strada. Con alle spalle alcuni album nei quali narrava di sbronze epocali e di strali lanciati alla politica e un Grammy Award vinto lo ritroviamo oggi con un disco totalmente acustico interiormente profondo e forse anche doloroso essendo da poco cessato il suo rapporto di coppia oltre ad essere la passato attraverso il fallimento della sua etichetta, la Lost Highway. </p>
<p>Dei dieci brani proposti preponderanti sono quelli a sua firma a parte una manciata assieme ad amici, tra i quali Jim Lauderdale, Darrell Scott, John David Souther, vecchia anima bluegrass degli Eagles e Allison Mooree, ex signora Earle assieme a Jack Ingram. Dedicata al figlio la delicata The Magic Kid e molto bella anche Sake of the Song con un titolo che non può non portare con la memoria a Townes. Ma tutto Lovers and Leavers è molto bello e piacevole essendo strutturato attorno al piano di Tyler Chester, le percussioni e la batteria di Jay Bellerose e la pedal steel di Eric Heywood, qualcuno  ricorderà quest’ultimo proprio da noi a fine anni novanta assieme a Joe Henry in giro per il nord Italia con dei concerti strepitosi. Lo stile abbraccia totalmente il texas-style e dosate e mirate, a tratti minimali come è solito fare il cognato di Madonna,  le splendide produzioni di tutti i brani a tratti geniali, ascoltare ad esempio  Love is so Easy.</p>
<p>Per chi ama certo tipo di cantautori che abbiamo citato in apertura non possiamo esimerci dal pensare che,  ecco, accanto a tutto questo giganteggiare di grandi nomi uno come Hayess Carll può fare tranquillamente la sua porca figura e sicuramente dopo aver ascoltato questo album molti si adopereranno per cercare i suoi vecchi lavori, cosa della quale vi assicuriamo vale la pena,  Alcuni lo sta già accomunando ai texani succitati e questo suo disco parrebbe dar loro ragione, diciamo che è sulla buona strada e se così accadrà sarà   il tempo, sempre galantuomo, a dirlo. Per adesso ci gustiamo un texican, come direbbe l’amico Peter Rowan,  di gran spessore con album di grande impatto. Anonima la copertina ove giganteggia in lettere cubitali il nome dell’artista.</p>
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