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	<title>Late For The Sky &#187; Doctor Who</title>
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	<description>Il blog della Vinyl Legacy Association</description>
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		<title>DOCTOR WHO &#8211; Memories</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 07:32:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Baiotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rock'n'Pop]]></category>
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DOCTOR WU
MEMORIES
Multiforce	2026
Formazione veneta attiva dal 1988 con oltre 1000 concerti e alcuni importanti festival alle spalle, i Doctor Wu pubblicano questo Memories solo in vinile e in digitale (con un brano in più), un nuovo capitolo della loro lunga storia caratterizzato anche dal contratto con una nuova etichetta, la Multiforce Edizioni Musicali e Discografiche.
Il disco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lateforthesky.org/2026/08/28/doctor-who-memories/wu/" rel="attachment wp-att-8376"><img src="http://www.lateforthesky.org/wp-content/uploads/2026/08/wu-300x300.jpg" alt="wu" title="wu" width="300" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-8376" /></a></p>
<p>DOCTOR WU<br />
MEMORIES<br />
Multiforce	2026</p>
<p>Formazione veneta attiva dal 1988 con oltre 1000 concerti e alcuni importanti festival alle spalle, i Doctor Wu pubblicano questo Memories solo in vinile e in digitale (con un brano in più), un nuovo capitolo della loro lunga storia caratterizzato anche dal contratto con una nuova etichetta, la Multiforce Edizioni Musicali e Discografiche.<br />
Il disco è dedicato al chitarrista della formazione originale Agostino Carbognin, morto nel 2004; non è un caso che l’attuale chitarrista Stefano Rossignolo sia stato un allievo di Agostino. Gli altri musicisti sono il cantante e bassista Nicola Filotto, membro fondatore del quartetto, il tastierista Roberto Boschetti e il batterista Giuseppe Castegnaro. Nel nuovo album è da segnalare il contributo dell’armonica del vicentino Marco Pandolfi, conosciuto non solo in Italia per le collaborazioni con Bob Margolin, Bob Corritore e Enrico Crivellaro.<br />
I Doctor Wu suonano un rock-blues con influenze jazz di pregevole fattura. L’apertura di Distance è piuttosto robusta, caratterizzata da un’aspra slide; tuttavia il brano, il più lungo del disco, si apre nella seconda parte in una sezione melodica in cui emerge anche un disinvolto piano barrelhouse, per tornare nel finale al riff iniziale. Si muovono sulle medesime coordinate lo spigliato boogie Maybe Tomorrow…Someday Soon percorso dall’armonica e caratterizzato da un’incisiva coda chitarristica, il blues cadenzato di Memories in cui spicca il contributo di Pandolfi nel break rallentato e l’up-tempo A House For Both con una chitarra pungente, mentre Travels incrocia influenze sudiste con un richiamo ai Cream di Badge. Quanto alle tracce jazzate si distinguono Bookshop con un piano raffinato e The Secret venata di funky. Le tastiere di Boschetti spiccano della ritmata On The Bench e della sognante e rilassata Somewhere, dove trovano il loro spazio anche il basso e una chitarra dolcemente distorta.<br />
Completato da una copertina essenziale nera con il logo della band in chiaro, Memories dimostra le capacità di scrittura (i brani sono tutti originali), arrangiamento ed esecuzione del quartetto di Valdagno.  </p>
<p>Paolo Baiotti</p>
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