NORTH MISSISSIPPI ALLSTARS–GOSPEL BOOK REVISITED/Milano, Spazio Teatro 89, 18.10.2019

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E’ stata una serata di rara bellezza quella organizzata da A-Z Blues con la rivista Il Blues nell’accogliente Spazio Teatro 89. Non solo hanno riportato a Milano un gruppo di qualità come i North Mississippi Allstars dei fratelli Luther e Cody Dickinson, ma hanno scelto con perspicacia il supporto da parte dei giovani torinesi Gospel Book Revisited, che hanno aperto la serata con un set di otto canzoni molto apprezzato dal pubblico che ha lentamente riempito il locale.

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Guidato dal chitarrista Umberto Poli che alterna elettrica, cigar box e weissenborn con maestria creando atmosfere oscure e ricercate, accompagnato dall’efficace sezione ritmica di Gianfranco Nasso (basso) e Samuel Napoli (batteria) e dalla voce di Camilla Maina in grado di alternare tonalità morbide e più grintose, il quartetto è stato affiancato dalle tastiere dell’ospite Maurizio Spandre nella presentazione del nuovo album Morning Songs & Midnight Lullabies del quale sono stati eseguiti cinque brani, tra i quali ho particolarmente apprezzato There Comes My Time e la sussurrata Dreamtime Lullaby, che chiude il disco, introdotta dalla viola di Camilla. Certo quando Luther si è unito ai ragazzi per accompagnarli con la slide su Mine, come in studio, il livello di attenzione è ulteriormente cresciuto, ma si è notata l’approvazione del grande chitarrista nei confronti di questa band per la quale si prospetta un futuro molto promettente.

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Dopo una breve pausa il trio dei North Mississipi Allstars è salito sul palco accolto da un’ovazione con l’esperto bassista di Boston Jesse Williams (Rodney Cromwell, Duke Robillard, Al Kooper, Ronnie Earl…) che ha sostituito in tour Carl Dufrene. I fratelli sono abituati a cambiare partner al basso e anche a farne a meno, come in precedenti tour europei…sono sufficientemente duttili da adattarsi a ogni situazione con la stessa agilità che dimostrano nello scambiarsi gli strumenti. Il nuovo album Up And Rolling rappresenta un ritorno alle origini, al suono del North Mississippi Hill Country Blues che hanno imparato da R.L. Burnside, Junior Kimbrought e Othar Turner e che portano avanti con i figli e nipoti dei suddetti artisti.

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Se l’apertura del set è stata affidata alle collaudate Shimmy (She Wobble) e Going Down South che ci hanno catapultato nell’atmosfera dei juke joint del Mississippi rurale, non sono state trascurate tracce dal nuovo album come l’ondeggiante Up And Rolling e What You Gonna Do? che si è risolta in una jam con un estratto del gospel Lord Have Mercy e un primo intermezzo solista alla batteria unito all’eccellente Mean Old World. Cody non ha rinunciato ad un lungo e scatenato assolo di washboard (l’asse per lavare) elettrificato, confluito in Mississippi Bowevil di Charlie Patton, altra jam esemplare guidata da Luther, uno dei migliori chitarristi contemporanei con il grande pregio di non avere manie di protagonismo. Il momento più caldo della serata è stato probabilmente il formidabile medley Deep Elem Blues/Going Down The Road Feeling Bad, due tradizionali resi immortali dalle versioni dei Grateful Dead, in cui Cody si è spostato al centro del palco alla voce e chitarra solista, lasciando Luther alla batteria al fianco di Williams.

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Tra sorrisi e sguardi divertiti il trio si è scatenato fino a quando Luther è tornato alla chitarra affiancando Cody mentre alla batteria si è seduto Samuel Napoli in un’atmosfera allegra e informale, ma non per questo meno professionale. Dopo un omaggio del chitarrista a R.L. Burnside, la ritmata Shake Ya Mama ha chiuso il set, ma la pausa è stata breve. Richiamato a gran voce, il gruppo è tornato per gli inevitabili bis, che hanno ricompreso Up Over Yonder unito al gospel Down By The Riverside e un medley tra le paludose Po Black Maddie e Skinny Woman.

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Grande serata, tanti applausi, ampi sorrisi e disponibilità da parte dei fratelli Dickinson anche nel post-concerto nei confronti di un pubblico uscito più che soddisfatto dopo un evento difficile da dimenticare.

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